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You & Google

2 settembre 2009 admin 3 commenti

google&youQualche settimana fa Filippo Ronco mi ha chiesto di leggere le bozze del libro che stava ultimando: un “bignamino SEO” frutto delle ricerche ed esperienze sul campo maturate nel corso di una quindicina d’anni sul web. Filippo ha fondato e dirige alcuni dei più significativi progetti nel campo Food & Wine in Italia; per dirne qualcuna, sono suoi il portale Tigulliovino, il social network Vinix, l’agenzia pubblicitaria Vinoclic e l’evento annuale Terroir Vino. Oltre a questo (o forse anche per questo), è una persona con cui si sta volentieri in compagnia, specialmente a tavola: e durante pranzi e cene in compagnia abbiamo discusso più volti di temi legati al web, con particolare riguardo all’indicizzazione sui motori di ricerca.

Il suo lavoro è diventato un bel libro, e ha preso per titolo Google & You. Pubblicato tramite lulu, lo si può scaricare gratuitamente in pdf o, per gli amanti della carta, ordinare in versione stampata. Inoltre se ne può consultare la preview.

Posso affermare che è un bel lavoro per diversi buoni motivi: 1) perché consiste in una sintesi di tutte le principali conoscenze base per affrontare il tema Search Engine Optimization; 2) perché è il risultato di un consistente lavoro di studio preliminare sul campo e di paziente labor limae successivamente; 3) perché io stesso ho verificato più e più volte la fondatezza della maggior parte delle tesi espresse; 4) perché c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, e questo libro offre parecchie cose da imparare anche a utenti esperti; 5) perché nella nota in fondo al libro vengo addirittura ringraziato ufficialmente e soprattutto 6) perché spero che questi elogi sperticati mi varranno un invito a cena per due persone.

Chrome OS, il sistema operativo di Google

8 luglio 2009 admin Nessun commento
Il simbolo di Chrome, il browser targato Google

Il simbolo di Chrome, il browser targato Google

Oggi è rimbalzata su tutti i media mondiali la notizia che Google lancerà sul mercato, intorno alla fine di quest’anno, un nuovo sistema operativo, che avrà nome Chrome OS.

Nel giro di poche ore, effettuando una ricerca sulla versione italiana di google news con la keyword chrome os si trovano esattamente cento notizie in proposito, o meglio commenti della notizia da parte di varie testate online. Si vedano per esempio quelli di Hardware Upgrade, Tom’s Hardware, Zeus News e Italia Mac.

In ogni caso la prima versione stabile del sistema operativo dovrebbe essere diffusa intorno alla metà del 2010.

Non è facile prevedere il successo che potrà avere Chrome OS – un software open source, ma volto evidentemente a beneficio indiretto di Google – né la ricaduta che questo potrà avere per Google nelle competizioni 1) dei browser e 2) de numero di ricerche effettuate sul motore di ricerca e dunque, indirettamente, sui ricavi pubblicitari.

Ci sono infatti diversi aspetti da tenere presenti. In primo luogo, i sistemi operativi open source non mancano, e godono di una popolarità che è dovuta non soltanto alla loro gratuità ma anche alla nutrita comunità di sviluppatori e di applicazioni che essi producono. E’ difficile comprendere cosa potrebbe spingere uno informatico che, per esempio, lavora con linux e sviluppa in quell’ambiente a passare ad operare su Chrome OS, rinunciando così, in certa misura, a quello spirito di gratuità che è la chiave del successo attuale del software open source.

Anche per quanto riguarda il browser Chrome, esso ha avuto un discreto successo, ma resta un browser di nicchia. Sono infatti molto più numerosi gli utenti di Firefox, anch’esso open source, ma privo dell’etichetta di un colosso del Nasdaq.

Per quanto riguarda, infine, l’incidenza favorevole che Chrome OS possa avere per Google nell’incrementare ulteriormente gli utenti del suo motore di ricerca, si possono nutrire seri dubbi. E’ infatti ragionevole supporre che i primi a installare e utilizzare Chrome OS possano essere proprio i googliani più accaniti e fedeli.

Bing, Google e Yahoo: la sfida di PC World

12 giugno 2009 admin Nessun commento

bing-google-yahooIl 30 maggio scorso l’edizione internazionale di PC World ha dedicato un lungo e interessante articolo alla comparazione tra i tre maggiori motori di ricerca: Google, Yahoo! e Bing.

La curiosa “sfida” ha riguardato la comparazione di undici diverse qualità dei tre motori di ricerca: l’home page; i risultati della ricerca; la ricerca di un artista musicale; la ricerca di un biglietto aereo; la ricerca di un albergo; il raffinamento dei risultati della ricerca; la ricerca di video; lo shopping online; la ricerca “locale”; la ricerca di informazioni mediche; la ricerca di mappe.

E’ un ottima panoramica sul funzionamento dei tre motori, che mette in luce le peculiarità, i pregi e i limiti dei tre.

E’ da rilevare che nella sfida nessuno dei tre motori di ricerca prevale nettamente sugli altri: Bing prevale nelle aree della home page, della ricerca di un artista musicale, nella ricerca di un biglietto aereo, nella raffinazione dei risultati, nella ricerca video e nella ricerca locale; Yahoo nella ricerca di un albergo, nella ricerca di informazioni mediche, nello shopping online; Google nei risultati della ricerca e nella ricerca di mappe.

Gli acquisti di Yahoo! su Google Adwords

11 giugno 2009 admin Nessun commento

Stando a quanto pubblicato oggi in un articolo su Yahoo Finanza, il motore di ricerca di Sunnyvale spende mediamente 90.965 dollari americani al giorno su Google Adwords per pubblicare inserzioni pubblicitarie dirette ai propri domini. Per la precisione, Yahoo! ha pubblicato 102.742 annunci pubblicitari sui risultati di ricerca di Google durante lo scorso mese di aprile.

L’articolista di Yahoo Finanza definisce questa operazione “arbitraggio pubblicitario” (advertising arbitrage).

La media degli acquisti di inserzioni da parte di Yahoo su Google si piazza al quindicesimo posto della classifica, spesso nella seconda pagina dei risultati. Ciò significa, sempre secondo Carlsen, che Yahoo non sta pagando granché per i singoli click. L’idea che se ne deve trarre è che se un utente di Google clicca su un’inserzione di Yahoo e successivamente, dopo aver raggiunto i risultati dello Yahoo Shopping, clicca su un’ulteriore inserzione, quest’ultima deve essere necessariamente assai più remunerativa per il gestore.

E’ una pratica strana ma, a quanto pare, piuttosto comune. La maggioranza dei 100 maggiori inserzionisti di Google la praticherebbe.

Un lettore dell’articolo segnala che il margine di ricavo atteso si attesta intorno al 30%, oltre al ritorno di immagine e popolarità per il marchio acquirente (Yahoo, in questo caso).