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Le tecniche SEO tradizionali

9 agosto 2011 Nessun commento

Nonostante quel che si è indotti a pensare leggendo alcune tra le più autorevoli voci di appassionati e studiosi delle tecniche SEO, i metodi “tradizionali” continuano dopo tanti anni non soltanto a dare risultati pratici molto significativi, ma sono anche tuttora le più praticate nell’ambito dell’ottimizzazione professionale e amatoriale.

In particolare acquistare un backlink, affittare un link testuale (o, visto dall’altra parte, vendere backlink e textlink) continua ad essere una delle pratiche più vecchie e utilizzate da parte della comunità dei webmasters, e la spiegazione credo sia piuttosto semplice. I motori di ricerca, sebbene con gli anni abbiano continuato ad arricchire i loro algoritmi con nuove variabili ed elementi di calcolo (alcuni dei quali hanno prodotto risultati pessimi), mantengono tuttora come architrave del loro funzionamento (sia cioè della scansione delle pagine tramite spider, sia dell’indicizzazione delle stesse, sia della risposta alle query) l’intreccio di link diretto verso ogni pagina e ogni sito.

In altre parole, è la stessa architettura del web a essere indissolubilmente legata ai link, e ogni tecnica SEO che pretenda di prescindere da questi è – a mio avviso – destinata a vita breve e infelice. Il link testuale, in particolare, che è il tipo di link più puro e semplice, a mio avviso continua a essere il maggiore veicolo di autorevolezza, peso e rank agli occhi dei motori di ricerca, Google in testa. Per inciso questo spiega perché alcuni siti che operano nella mediazione di inserzioni testuali, come Teliad, abbiano introdotto propri strumenti di misurazione del “peso” del link proveniente da una pagina, come il “ranking check“, o analoghi strumenti siano stati approntati da siti di altro genere, per esempio Alexa con il suo Traffic Rank.

Queste considerazioni spiegano come oggi continui a fiorire e svilupparsi, nonostante tutte le critiche in proposito mosse da alcuni siti “guru” in materia di indicizzazione, il blog marketing “tradizionale”, cioè quella tecnica che prevede una recensione e uno o più link testuali all’interno di un blog tematizzato. Come si è dimostrato in alcuni esperimenti compiuti in passato su questo sito, questa tecnica continua a determinare, per i motori di ricerca, l’ingresso nel sito linkato di un’autorevolezza – o meglio di un rank – proporzionale alla pertinenza e all’autorevolezza della pagina da cui il link proviene.

You & Google

2 settembre 2009 3 commenti

google&youQualche settimana fa Filippo Ronco mi ha chiesto di leggere le bozze del libro che stava ultimando: un “bignamino SEO” frutto delle ricerche ed esperienze sul campo maturate nel corso di una quindicina d’anni sul web. Filippo ha fondato e dirige alcuni dei più significativi progetti nel campo Food & Wine in Italia; per dirne qualcuna, sono suoi il portale Tigulliovino, il social network Vinix, l’agenzia pubblicitaria Vinoclic e l’evento annuale Terroir Vino. Oltre a questo (o forse anche per questo), è una persona con cui si sta volentieri in compagnia, specialmente a tavola: e durante pranzi e cene in compagnia abbiamo discusso più volti di temi legati al web, con particolare riguardo all’indicizzazione sui motori di ricerca.

Il suo lavoro è diventato un bel libro, e ha preso per titolo Google & You. Pubblicato tramite lulu, lo si può scaricare gratuitamente in pdf o, per gli amanti della carta, ordinare in versione stampata. Inoltre se ne può consultare la preview.

Posso affermare che è un bel lavoro per diversi buoni motivi: 1) perché consiste in una sintesi di tutte le principali conoscenze base per affrontare il tema Search Engine Optimization; 2) perché è il risultato di un consistente lavoro di studio preliminare sul campo e di paziente labor limae successivamente; 3) perché io stesso ho verificato più e più volte la fondatezza della maggior parte delle tesi espresse; 4) perché c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, e questo libro offre parecchie cose da imparare anche a utenti esperti; 5) perché nella nota in fondo al libro vengo addirittura ringraziato ufficialmente e soprattutto 6) perché spero che questi elogi sperticati mi varranno un invito a cena per due persone.

Chrome OS, il sistema operativo di Google

8 luglio 2009 Nessun commento
Il simbolo di Chrome, il browser targato Google

Il simbolo di Chrome, il browser targato Google

Oggi è rimbalzata su tutti i media mondiali la notizia che Google lancerà sul mercato, intorno alla fine di quest’anno, un nuovo sistema operativo, che avrà nome Chrome OS.

Nel giro di poche ore, effettuando una ricerca sulla versione italiana di google news con la keyword chrome os si trovano esattamente cento notizie in proposito, o meglio commenti della notizia da parte di varie testate online. Si vedano per esempio quelli di Hardware Upgrade, Tom’s Hardware, Zeus News e Italia Mac.

In ogni caso la prima versione stabile del sistema operativo dovrebbe essere diffusa intorno alla metà del 2010.

Non è facile prevedere il successo che potrà avere Chrome OS – un software open source, ma volto evidentemente a beneficio indiretto di Google – né la ricaduta che questo potrà avere per Google nelle competizioni 1) dei browser e 2) de numero di ricerche effettuate sul motore di ricerca e dunque, indirettamente, sui ricavi pubblicitari.

Ci sono infatti diversi aspetti da tenere presenti. In primo luogo, i sistemi operativi open source non mancano, e godono di una popolarità che è dovuta non soltanto alla loro gratuità ma anche alla nutrita comunità di sviluppatori e di applicazioni che essi producono. E’ difficile comprendere cosa potrebbe spingere uno informatico che, per esempio, lavora con linux e sviluppa in quell’ambiente a passare ad operare su Chrome OS, rinunciando così, in certa misura, a quello spirito di gratuità che è la chiave del successo attuale del software open source.

Anche per quanto riguarda il browser Chrome, esso ha avuto un discreto successo, ma resta un browser di nicchia. Sono infatti molto più numerosi gli utenti di Firefox, anch’esso open source, ma privo dell’etichetta di un colosso del Nasdaq.

Per quanto riguarda, infine, l’incidenza favorevole che Chrome OS possa avere per Google nell’incrementare ulteriormente gli utenti del suo motore di ricerca, si possono nutrire seri dubbi. E’ infatti ragionevole supporre che i primi a installare e utilizzare Chrome OS possano essere proprio i googliani più accaniti e fedeli.

Bing, Google e Yahoo: la sfida di PC World

12 giugno 2009 Nessun commento

bing-google-yahooIl 30 maggio scorso l’edizione internazionale di PC World ha dedicato un lungo e interessante articolo alla comparazione tra i tre maggiori motori di ricerca: Google, Yahoo! e Bing.

La curiosa “sfida” ha riguardato la comparazione di undici diverse qualità dei tre motori di ricerca: l’home page; i risultati della ricerca; la ricerca di un artista musicale; la ricerca di un biglietto aereo; la ricerca di un albergo; il raffinamento dei risultati della ricerca; la ricerca di video; lo shopping online; la ricerca “locale”; la ricerca di informazioni mediche; la ricerca di mappe.

E’ un ottima panoramica sul funzionamento dei tre motori, che mette in luce le peculiarità, i pregi e i limiti dei tre.

E’ da rilevare che nella sfida nessuno dei tre motori di ricerca prevale nettamente sugli altri: Bing prevale nelle aree della home page, della ricerca di un artista musicale, nella ricerca di un biglietto aereo, nella raffinazione dei risultati, nella ricerca video e nella ricerca locale; Yahoo nella ricerca di un albergo, nella ricerca di informazioni mediche, nello shopping online; Google nei risultati della ricerca e nella ricerca di mappe.