I motori di ricerca e la salute
I dati diffusi dalle principali società di rilevamento dell’utilizzo dei motori di ricerca negli ultimi mesi hanno tracciato il quadro di un andamento piuttosto omogeneo. Google ha mantenuto una fetta di mercato predominante, più o meno stabilmente; Bing ha continuato a crescere di mese in mese, quasi completamente a danno di Yahoo!.
E’ piuttosto curioso, quindi, leggere una notizia pubblicata oggi su Webnews col titolo Tra Google e Bing rispunta Yahoo:
Dopo mesi di continuo declino in favore dei diretti competitori, Yahoo sfodera un inatteso colpo di reni. I dati Experian Hitwise raccolti sul territorio USA fotografano infatti per il mese di Marzo una improvvisa impennata nelle query raccolte dai server di Sunnyvale mandando pertanto a segno un mese positivo al contrario delle parallele flessioni di Google (il rivale) e Bing (l’alleato).
La parte più significativa dell’articolo è comunque quella finale, in cui vengono esaminati i dati “verticali” forniti da Experian:
Interessanti i soprastanti dati relativi all’andamento annuale in settori verticali, poichè in questa prospettiva è più chiara la dinamica dell’impegno dei diversi motori in ambiti specifici e di particolare remunerazione. Bing è il fenomeno del 2009 poichè, partito dalle ceneri di Live Search, può ora vantare percentuali di crescita indicandi un raddoppio delle attività con accento particolare nel comparto della salute. Ed è proprio la salute il settore che fa la differenza: Google perde il 6% e Yahoo perde il 19%, mettendo così Microsoft al centro di un ambito sul quale sta scommettendo con forza e sul quale si sta sviluppando uno dei vari scontri diretti con Mountain View. Google cresce sullo shoppion (+12%) e sull’automotive. Per Yahoo i due comparti rimangono invece stabili, vedendo però una parallela caduta del 13% nelle ricerche relative al mondo dei viaggi (ove Google cresce di appena il 4% e Microsoft vede il proprio aumento ridimensionato rispetto ad altri comparti di maggior lustro).
I dati risentono per la quasi totalità del mercato statunitense; ciò nonostante, ho voluto fare un semplicissimo esperimento con un paio di keywords nell’ambito “salute”.
Ho effettuato la ricerca di una malattia e di un farmaco su i tre motori: emicrania e aspirina.
Per quanto riguarda “Emicrania”, tutti i motori danno come primo risultato la corrispondente pagina di Wikipedia. Tutti i tre motori restituiscono poi, con ordine differente, pagine di siti rilevanti e pertinenti. La pagina di Bing appare però indubbiamente la più “pulita”: niente immagini (poco rilevanti, in questo caso), niente inserzioni pubblicitarie, niente sitelinks o sottopagine per alcun risultato. Lato utente, mi pare la pagina preferibile.
Passiamo all’esperimento con “Aspirina”.


In questo caso solo Bing e Google restituiscono quale primo risultato la voce di Wikipedia “Acido acetilsalicilico”: Yahoo! punta infatti, come primo risultato, alla pagina ufficiale dedicata al farmaco sul sito della casa produttrice (Bayer). Tutti e tre i motori restituiscono anche, tra i primi dieci risultati, alcune pagine a mio avviso irrilevanti – che cioè non verrebbero cercate con questa keyword da un utente normale: per esempio, il sito “Aspirina metafisica” – titolo di un CD di un cantautore genovese (Yahoo!); lo spezzone di un film in dialetto sassarese (Google); la pagina di Wikipedia in dialetto siciliano (Bing). Nuovamente, la pagina “più pulita” mi pare quella di Bing.



Il 30 maggio scorso l’edizione internazionale di PC World ha dedicato un lungo e interessante