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Bing e Mozilla

21 dicembre 2009 admin Nessun commento

Oggi sul sito italiano TUXjournal è comparso un articolo interessante, intitolato Mozilla invita ad utilizzare Bing, di cui riporto le linee fondamentali.

In questi anni il bilancio della Mozilla Foundation è divenuto sempre più dipendente da Google, tanto che l’ultimo anno il 90% degli introiti della fondazione sono derivati da Google, a fronte dell’aver fatto di questo motore di ricerca il predefinito su Firefox.

Con il lancio del browser Chrome, però, Google avrebbe dato il segnale di un progressivo allontanamento da Mozilla: “Anzi, Mozilla Foundation sente sempre più il fiato sul collo di Chrome e potrebbe da un giorno all’altro ricevere da parte di Google lo “stop” definitivo ai finanziamenti“, scrive l’autore dell’articolo citato.

La notizia veramente interessante che emerge è però la seguente: “le recenti dichiarazioni di Asa Dotzler, direttore dello sviluppo di Mozilla, fanno pensare ad una probabile separazione. Con una certa schiettezza, il direttore ha invitato gli utenti del browser ad installare l’add-on di Bing (il motore di ricerca Microsoft) e abbandonare definitivamente Google“.

In effetti, le dichiarazioni di Asa Dotzler sono piuttosto eloquenti: a fronte delle dichiarazioni di Eric Schmidt sulla privacy secondo Google, il Direttore Sviluppo di Mozilla invita senza mezzi termini ad abbandonare Google per passare a Bing. Successivamente la polemica con Schmidt è ulteriormente proseguita; dapprima con una risposta dell’amministratore delegato di Google a Dotzler, e poi con un ulteriore articolo polemico dello stesso Dotzler.

Se a questo invito facesse seguito un cambiamento di motore predefinito di Firefox (magari in occasione di uno dei prossimi aggiornamenti di versione) credo che questo potrebbe portare un discreto scossone alle percentuali di utilizzo dei motori di ricerca, nelle quali si assiste ormai da tempo alla lenta ma costante crescita di Bing.

Chrome OS, il sistema operativo di Google

8 luglio 2009 admin Nessun commento
Il simbolo di Chrome, il browser targato Google

Il simbolo di Chrome, il browser targato Google

Oggi è rimbalzata su tutti i media mondiali la notizia che Google lancerà sul mercato, intorno alla fine di quest’anno, un nuovo sistema operativo, che avrà nome Chrome OS.

Nel giro di poche ore, effettuando una ricerca sulla versione italiana di google news con la keyword chrome os si trovano esattamente cento notizie in proposito, o meglio commenti della notizia da parte di varie testate online. Si vedano per esempio quelli di Hardware Upgrade, Tom’s Hardware, Zeus News e Italia Mac.

In ogni caso la prima versione stabile del sistema operativo dovrebbe essere diffusa intorno alla metà del 2010.

Non è facile prevedere il successo che potrà avere Chrome OS – un software open source, ma volto evidentemente a beneficio indiretto di Google – né la ricaduta che questo potrà avere per Google nelle competizioni 1) dei browser e 2) de numero di ricerche effettuate sul motore di ricerca e dunque, indirettamente, sui ricavi pubblicitari.

Ci sono infatti diversi aspetti da tenere presenti. In primo luogo, i sistemi operativi open source non mancano, e godono di una popolarità che è dovuta non soltanto alla loro gratuità ma anche alla nutrita comunità di sviluppatori e di applicazioni che essi producono. E’ difficile comprendere cosa potrebbe spingere uno informatico che, per esempio, lavora con linux e sviluppa in quell’ambiente a passare ad operare su Chrome OS, rinunciando così, in certa misura, a quello spirito di gratuità che è la chiave del successo attuale del software open source.

Anche per quanto riguarda il browser Chrome, esso ha avuto un discreto successo, ma resta un browser di nicchia. Sono infatti molto più numerosi gli utenti di Firefox, anch’esso open source, ma privo dell’etichetta di un colosso del Nasdaq.

Per quanto riguarda, infine, l’incidenza favorevole che Chrome OS possa avere per Google nell’incrementare ulteriormente gli utenti del suo motore di ricerca, si possono nutrire seri dubbi. E’ infatti ragionevole supporre che i primi a installare e utilizzare Chrome OS possano essere proprio i googliani più accaniti e fedeli.