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Archivio per la categoria ‘Motori di ricerca’

Le tecniche SEO tradizionali

9 agosto 2011 Nessun commento

Nonostante quel che si è indotti a pensare leggendo alcune tra le più autorevoli voci di appassionati e studiosi delle tecniche SEO, i metodi “tradizionali” continuano dopo tanti anni non soltanto a dare risultati pratici molto significativi, ma sono anche tuttora le più praticate nell’ambito dell’ottimizzazione professionale e amatoriale.

In particolare acquistare un backlink, affittare un link testuale (o, visto dall’altra parte, vendere backlink e textlink) continua ad essere una delle pratiche più vecchie e utilizzate da parte della comunità dei webmasters, e la spiegazione credo sia piuttosto semplice. I motori di ricerca, sebbene con gli anni abbiano continuato ad arricchire i loro algoritmi con nuove variabili ed elementi di calcolo (alcuni dei quali hanno prodotto risultati pessimi), mantengono tuttora come architrave del loro funzionamento (sia cioè della scansione delle pagine tramite spider, sia dell’indicizzazione delle stesse, sia della risposta alle query) l’intreccio di link diretto verso ogni pagina e ogni sito.

In altre parole, è la stessa architettura del web a essere indissolubilmente legata ai link, e ogni tecnica SEO che pretenda di prescindere da questi è – a mio avviso – destinata a vita breve e infelice. Il link testuale, in particolare, che è il tipo di link più puro e semplice, a mio avviso continua a essere il maggiore veicolo di autorevolezza, peso e rank agli occhi dei motori di ricerca, Google in testa. Per inciso questo spiega perché alcuni siti che operano nella mediazione di inserzioni testuali, come Teliad, abbiano introdotto propri strumenti di misurazione del “peso” del link proveniente da una pagina, come il “ranking check“, o analoghi strumenti siano stati approntati da siti di altro genere, per esempio Alexa con il suo Traffic Rank.

Queste considerazioni spiegano come oggi continui a fiorire e svilupparsi, nonostante tutte le critiche in proposito mosse da alcuni siti “guru” in materia di indicizzazione, il blog marketing “tradizionale”, cioè quella tecnica che prevede una recensione e uno o più link testuali all’interno di un blog tematizzato. Come si è dimostrato in alcuni esperimenti compiuti in passato su questo sito, questa tecnica continua a determinare, per i motori di ricerca, l’ingresso nel sito linkato di un’autorevolezza – o meglio di un rank – proporzionale alla pertinenza e all’autorevolezza della pagina da cui il link proviene.

Ancora sui motori di ricerca e il gambling

7 aprile 2011 Nessun commento

Dopo il precedente post dedicato al posizionamento sui motori di ricerca delle chiavi sul poker online, articolo che è stato ripreso e citato da diversi altri siti, facciamo una breve panoramica sul recente andamento della nicchia, molto competitiva, delle keywords legate al gambling (scommese su eventi sportivi, gioco d’azzardo, poker online eccetera).

Si tratta di un segmento in cui le tecniche di ottimizzazione del posizionamento vengono spinte parecchio (spesso oltre il limite consentito dalle policy dei principali motori), e che può quindi fornire informazioni interessanti su metodi e risultati raggiunti.

Come in passato ho quindi effettuato un semplice test su Google e Bing utilizzando una chiave semplice ed “emblematica”, e cioè slot machine. Questa volta ho escluso ovviamente Yahoo!, poiché come noto l’integrazione dei risultati della ricerca di Bing nel sito di Sunnyvale è ormai operativa da diversi mesi. In entrambi i casi ho utilizzato la versione italiana del motore di ricerca.

Ecco i risultati.

A sorpresa, rispetto ai diversi esperimenti effettuati in passato, Google ci restituisce una pagina molto pulita, con i primi dieci risultati “naturali” e, in aggiunta, due risultati ulteriori non sponsorizzati: immagini relative a slot machine, tra la seconda e la terza posizione, e notizie relative a slot machine, in coda. A questo si aggiungono i consueti “suggerimenti di ricerca”. E’ piuttosto difficile credere che non vi sia alcuna inserzione adwords per una keyword così competitiva; eppure non compare neppure un risultato sponsorizzato, né all’inizio dei risultati né sulla barra laterale.

Bing invece restituisce una pagina di risultati più prevedibile. Prima dei risultati della ricerca stanno quattro link sponsorizzati, un altro è nella barra laterale e altri due in fondo alla pagina.

Passiamo ora all’esame dei risultati.

I dieci risultati “naturali” di Google sono, nell’ordine:

1) www.slotmachinebar.net/

2) www.slotmachinegratis.net/

3) www.freeslots.com/

4) gamblingcity.net/…/slot-machine…/slot-machine-gratis.php

5) www.giochislotmachinegratis.com/

6) it.wikipedia.org/wiki/Slot_machine

7) www.flashgames.it/sexy.slots.html

8) slot-machine-online.info/

9) casinoonlinemagic.com/slot-machine.html

10) www.slotmachine.it/

Questi invece quelli di Bing:

1) it.wikipedia.org/wiki/Slot_machine

2) www.slotmachinegratis.net

3) casinoonline.it/slot-machines

4) www.casino2k.com/gioco-slot-machine

5) slotmachine-gratis.myblog.it

6) it.777.com/giocare-slot-machines.html

7) gamblingcity.net/it/giochi-casino/​slot-machine-online/​slot-machine-gratis.php

8) casinotop10.it/slot-machines-slots.shtml

9) www.italiadazzardo.com/giochi-di-casino/​slots

10) ita.intercasino.com/games/slots.shtml

Wikipedia ottiene il primo posto di Bing (che fa pensare a un risultato del tutto naturale, cioè non influenzato da tecniche SEO spinte), mentre su Google occupa soltanto la sesta posizione. I risultati comuni ai due motori sono soltanto www.slotmachinegratis.net (secondo su entrambi i motori) e gamblingcity.net/it/giochi-casino/​slot-machine-online/​slot-machine-gratis.php (quarto su google, settimo su Bing). Gli altri risultati compaiono solo su uno dei due motori.

Tra i due risultati comuni, quello che presenta maggior interesse è www.slotmachinegratis.net, per il risultato ragguardevole che riesce a raggiungere su entrambi i motori su una keyword tanto competitiva. L’aspetto sorprendente è che Bing non consente di accedere a tale sito quando si clicca sul suo nome: compare il seguente avvertimento: “Attenzione. Il collegamento a questo sito è disabilitato poiché potrebbe consentire il download di malware in grado di danneggiare il computer“. Google invece consente l’accesso (anche perché si appoggia ad altra fonte per individuare i malware).

Il sito in questione presenta una grafica piuttosto vecchia e poco attraente; contiene un’anteprima di una lunga serie di slots machine. L’home page ha page rank due. Visitando i link a ritroso con google compare un solo risultato, il che rende ancor più misterioso il suo piazzamento.

Il sito non sembra presentare sezioni o terzi livelli appetibili ai motori di ricerca: non vi sono associati né un blog sulle slot machines, un forum sui casino online o articoli informativi; è piuttosto spoglio e poco accattivante. Questo risultato è difficilmente spiegabile, e sarei quindi grato ai lettori che mi sapessero suggerire una spiegazione plausibile per il suo strabiliante risultato sia su Bing sia su Google.

Il poker online sui motori di ricerca

12 ottobre 2010 Nessun commento

Uno dei settori che vede la maggior concorrenza per scalare le keyword sui motori di ricerca è quello delle scommesse; in particolare il poker online, che ha avuto negli ultimi anni in Italia una diffusione a crescita esponenziale (sia per quanto riguarda gli utenti che le somme interessate). Insomma tra gli italiani è scoppiata una vera e propria febbre per il gioco online ed in particolare è esplosa la moda per giocare online a poker.

Effettuando search sia con Google sia con Bing sulle principali keywords correlate (poker, poker online, texas holdem, poker holdem eccetera) si visualizzano pagine con un numero esorbitante di inserzioni a pagamento.

Abbiamo effettuato un piccolo test di prova con la keyword più banale: poker.

I primi tre risultati restituiti da google sono inserzioni adwords (adeguatamente segnalate) verso alcuni tra i principali attori del mercato: pokerstars, betclic e giocodigitale. Seguono poi i primi dieci risultati, i primi due dei quali sono pagine di wikipedia; dei tre inserzionisti adwords solo pokerstars figura in prima pagina. Sulla colonna destra si trovano sette ulteriori inserzioni pubblicitarie adwords (ovviamente non vi figura alcuno dei tre inserzionisti della parte alta).

Bing, interrogato con la medesima keyword, restituisce in prima posizione quattro link sponsorizzati (betclic, bwin, giocodigitale e lottomatica). Sulla colonna destra sono presenti cinque ulteriori link sponsorizzati. Il primo risultato “naturale” è pokerstars, che non compare tra i link sponsorizzati.

Complessivamente, su una keyword estremamente competitiva, google fornisce dieci risultati “naturali” e dieci sponsorizzati; bing ne restituisce dieci naturali e nove sponsorizzati. Graficamente le due pagine non differiscono molto.

Cosa se ne deve dedurre?

Probabilmente chi cura il SEO di pokerstars sa veramente il fatto suo: su bing il sito figura in prima posizione senza avere quindi alcuna necessità di acquistare link sponsorizzati; su google i link vengono acquistati, ma il sito si piazza comunque in un’ottima posizione anche in modo naturale. Spendere in SEO alla lunga può convenire!

Google introduce l’immagine di sfondo

10 giugno 2010 Nessun commento

Una schermata del "nuovo" Google

E’ di questi giorni la novità di casa Google sulla pagina principale del motore di ricerca: l’homepage di Google ha abbandonato il famoso sfondo bianco e ha optato per l’inserimento di un’immagine di sfondo: esattamente come Bing.

Vi è la possibilità di cambiare l’immagine o di ripristinare il vecchio sfondo bianco; ma la scelta del motore di Mountain View apre il campo a considerazioni di vario genere.

Un articolo piuttosto interessante è stato pubblicato oggi su un importante sito finanziario statunitense, thestreet.com, col titolo Google Background Becomes Battle Ground (autore Jason Notte) di cui riporto qui di seguito uno stralcio:

That the Google background — which is now based on the user’s choice of images from either Google’s collection, their own Picasa Web Album or any Picasa gallery — is the new battleground in a fairly one-sided search engine war is fairly surprising, considering the competition’s market share. As of April, the latest month ComScore gathered such data, Google held 64.4% of the core search market, compared with 17.7% for Yahoo sites and 11.8% for Microsoft sites [...].

So why would Google make this change when critics are just going to accuse it of being like Bing? Because even a slight amount of lost market share, like the 0.7 percentage point dropped by Google in April, is still ground ceded to competitors like Microsoft, which gained 0.1 percentage point over the same period.

L’autore pone in relazione diretta l’andamento delle ricerche rilevato da ComScore con la scelta “estetica” di Google. E’ verosimile supporre che le aziende dietro i motori di ricerca basino le scelte su dati statistici più precisi; per esempio abbiano la possibilità di determinare in quale misura l’estetica dei motori incida sulla scelta d’uso da parte degli utenti. I fatti sembrerebbero affermare che questa misura sia rilevante, se Google si è decisa a una mossa così sorprendente e in controtendenza rispetto agli ormai tanti anni di suo dominio, tutti caratterizzati dalla classica pagina bianca.

Apprendo poi da italiasw che Microsoft Europe ha “cinguettato” su twitter ironicamente sulla scelta di Google; e, a quanto riporta lo stesso sito italiano, la scelta di Mountain View non pare sia stata delle migliori:

Difficile conoscere a priori le opinioni degli utenti quando si tratta della novità “della giornata” ma l’impressione è che gli sfondi di Google infastidiscano, chi utilizza da anni il motore di ricerca ed è stato “educato” a vedere uno sfondo bianco. L’alternativa esiste, ogni Browser ha un box della ricerca e chi non vuole vedere gli sfondi non ha altro da fare che condurre le ricerche dal proprio Web Browser indifferentemente si chiami Internet Explorer, Mozilla Firefox, Chrome, Opera o Safari …