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I servizi di gestione foto dei motori di ricerca

23 luglio 2009 Nessun commento

macchinaL’integrazione di software diversi in unico ambiente è una caratteristica del modus operandi dei tre maggiori motori di ricerca nella guerra che li vede contrapposti. Oltre alla “nuova guerra dei browser“, su cui ho riferito brevemente nello scorso post, è in corso una competizione tra Microsoft, Google e Yahoo! nel campo degli applicativi gestionali delle fotografie e più in generale delle immagini.

Yahoo! ha nel suo portafoglio di siti il maggiore sito fotografico del mondo, Flickr. Le ragioni del successo di Flickr sono varie, dalla molteplicità dei servizi offerti all’effetto-leva generato dall’alto numero di utenti, senza tralasciare le molteplicità di applicazioni open-source sviluppate per integrarsi con le API di Yahoo!

Google, per converso, ha ottenuto un buon successo con il suo software gratuito Picasa, che è però “sentito” dalla maggioranza degli utenti più come un’applicazione gestionale lato client che come un sito dove caricare e condividere fotografie (sebbene sia in grado di fare anche questo). La sua integrazione con altri programmi di casa Google, poi, oltre al fatto che è compreso nel Google Pack, hanno contribuito alla sua diffusione.

E’ di questi giorni la notizia che Yahoo sarebbe a un passo dall’acquistare Xoopit, un servizio di gestione fotografica già integrato con Yahoo! Mail. E’ un servizio che presenta notevoli affinità con Picasa, persino nell’interfaccia, e che potrebbe portare nuovi utenti verso la galassia di Sunnyvale, sottraendo (forse, anche) qualche utente anche ai motori di ricerca rivali.

Qui di seguito un breve video di presentazione di Xoopit.

Chrome OS, il sistema operativo di Google

8 luglio 2009 Nessun commento
Il simbolo di Chrome, il browser targato Google

Il simbolo di Chrome, il browser targato Google

Oggi è rimbalzata su tutti i media mondiali la notizia che Google lancerà sul mercato, intorno alla fine di quest’anno, un nuovo sistema operativo, che avrà nome Chrome OS.

Nel giro di poche ore, effettuando una ricerca sulla versione italiana di google news con la keyword chrome os si trovano esattamente cento notizie in proposito, o meglio commenti della notizia da parte di varie testate online. Si vedano per esempio quelli di Hardware Upgrade, Tom’s Hardware, Zeus News e Italia Mac.

In ogni caso la prima versione stabile del sistema operativo dovrebbe essere diffusa intorno alla metà del 2010.

Non è facile prevedere il successo che potrà avere Chrome OS – un software open source, ma volto evidentemente a beneficio indiretto di Google – né la ricaduta che questo potrà avere per Google nelle competizioni 1) dei browser e 2) de numero di ricerche effettuate sul motore di ricerca e dunque, indirettamente, sui ricavi pubblicitari.

Ci sono infatti diversi aspetti da tenere presenti. In primo luogo, i sistemi operativi open source non mancano, e godono di una popolarità che è dovuta non soltanto alla loro gratuità ma anche alla nutrita comunità di sviluppatori e di applicazioni che essi producono. E’ difficile comprendere cosa potrebbe spingere uno informatico che, per esempio, lavora con linux e sviluppa in quell’ambiente a passare ad operare su Chrome OS, rinunciando così, in certa misura, a quello spirito di gratuità che è la chiave del successo attuale del software open source.

Anche per quanto riguarda il browser Chrome, esso ha avuto un discreto successo, ma resta un browser di nicchia. Sono infatti molto più numerosi gli utenti di Firefox, anch’esso open source, ma privo dell’etichetta di un colosso del Nasdaq.

Per quanto riguarda, infine, l’incidenza favorevole che Chrome OS possa avere per Google nell’incrementare ulteriormente gli utenti del suo motore di ricerca, si possono nutrire seri dubbi. E’ infatti ragionevole supporre che i primi a installare e utilizzare Chrome OS possano essere proprio i googliani più accaniti e fedeli.

Bing sul cellulare

30 giugno 2009 Nessun commento

mobileStando a quanto riporta oggi Michelangelo Pisu in un articolo su Tecnozoom, Bing sarebbe prossimo allo sbarco in grande stile sui cellulari e palmari con sistema operativo Windows Mobile.

Stando a quanto riferito nell’articolo, la novità è che a Redmond hanno deciso di portare il motore di ricerca Bing anche sui dispositivi mobile come smartphone e Pocket PC, tutti naturalmente e rigorosamente equipaggiato con Windows Mobile (per ora). Il tutto legato naturalmente in sostituzione del precedente prodotto che prende il nome Live Search Mobile, per il più performante Bing Mobile, che verrà utilizzato per riunire tutti i servizi del portale live, in modo però che possano essere ancora più usufruibili anche attraverso un apparecchio mobile come un telefonino. Ultima novità sarà una “globalizzazione” del prodotto, infatti molti dei servizi disponibili solo negli States ora potranno essere utilizzati anche da noi.

Quello della ricerca su dispositivi mobili è un mercato ampio ma ancora molto promettente; il panorama è certamente più frastagliato rispetto a quello della tradizionale ricerca desktop. Infatti oggi i motori di ricerca predefiniti sui cellulari variano in funzione della ditta produttrice e del gestore telefonico. Anche in questo ambito Bing ha probabilmente le carte in regola per scompaginare i fragili equilibri attuali.

Bing: Microsoft rilancia

22 giugno 2009 Nessun commento
ballmer

Steve Ballmer, CEO di Microsoft

Stando a quanto si apprende da oltreoceano, i buoni risultati di Bing nelle prime tre settimane dal suo lancio hanno spinto l’amministratore delegato di Microsoft, Steve Ballmer, ad annunciare forti investimenti sul nuovo motore di ricerca.

L’ammontare complessivo degli investimenti della software house di Redmond su Bing si attesterà tra il 5  eil 10% dei propri utili, secondo quanto riportato da Michele Costanzo su AzPoint. Per la precisione, la somma dovrebbe ascendere a circa 2,25 miliardi di dollari annui: è quanto riporta in un articolo Tecnocino, mettendo in rilievo i risultati incoraggianti del motore di ricerca anche dopo il “boom” iniziale, dovuto parzialmente all’effetto-novità.

Su questo tema si sofferma in particolare un articolo di Giacomo Dotta su Webnews dal titolo Bing, buona anche la seconda, che fa anche un’osservazione particolarmente interessante:

Bing [...] è stato lanciato al 100% soltanto negli Stati Uniti, mentre altrove trattasi di un Live Search mascherato con il nuovo brand. Molti utenti, tra i quali anche quelli italiani, potrebbero dunque formarsi un’idea deviata di Bing, senza avere la possibilità di assaporare appieno le novità che il “decisional engine” ha in serbo. Una piccola fondamentale differenza, infatti, distingue il Bing statunitense dal Bing accessibile negli altri paesi, e questa piccola differenza è tutta nella dicitura “beta”: il Bing americano è il Bing ufficiale, mentre la beta basata su Live Search farà da ponte temporaneo”.

A quanto risulta a Webnews, i cui autori hanno avuto un colloquio con i rappresentanti italiani della Microsoft, il lancio di una versione stabile di Bing per il mercato italiano avverrrà “nella migliore delle ipotesi” nel corso del 2010.

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