Stando a quanto riporta oggi Michelangelo Pisu in un articolo su Tecnozoom, Bing sarebbe prossimo allo sbarco in grande stile sui cellulari e palmari con sistema operativo Windows Mobile.
Stando a quanto riferito nell’articolo, la novità è che a Redmond hanno deciso di portare il motore di ricerca Bing anche sui dispositivi mobile come smartphone e Pocket PC, tutti naturalmente e rigorosamente equipaggiato con Windows Mobile (per ora). Il tutto legato naturalmente in sostituzione del precedente prodotto che prende il nome Live Search Mobile, per il più performante Bing Mobile, che verrà utilizzato per riunire tutti i servizi del portale live, in modo però che possano essere ancora più usufruibili anche attraverso un apparecchio mobile come un telefonino. Ultima novità sarà una “globalizzazione” del prodotto, infatti molti dei servizi disponibili solo negli States ora potranno essere utilizzati anche da noi.
Quello della ricerca su dispositivi mobili è un mercato ampio ma ancora molto promettente; il panorama è certamente più frastagliato rispetto a quello della tradizionale ricerca desktop. Infatti oggi i motori di ricerca predefiniti sui cellulari variano in funzione della ditta produttrice e del gestore telefonico. Anche in questo ambito Bing ha probabilmente le carte in regola per scompaginare i fragili equilibri attuali.

Steve Ballmer, CEO di Microsoft
Stando a quanto si apprende da oltreoceano, i buoni risultati di Bing nelle prime tre settimane dal suo lancio hanno spinto l’amministratore delegato di Microsoft, Steve Ballmer, ad annunciare forti investimenti sul nuovo motore di ricerca.
L’ammontare complessivo degli investimenti della software house di Redmond su Bing si attesterà tra il 5 eil 10% dei propri utili, secondo quanto riportato da Michele Costanzo su AzPoint. Per la precisione, la somma dovrebbe ascendere a circa 2,25 miliardi di dollari annui: è quanto riporta in un articolo Tecnocino, mettendo in rilievo i risultati incoraggianti del motore di ricerca anche dopo il “boom” iniziale, dovuto parzialmente all’effetto-novità.
Su questo tema si sofferma in particolare un articolo di Giacomo Dotta su Webnews dal titolo Bing, buona anche la seconda, che fa anche un’osservazione particolarmente interessante:
“Bing [...] è stato lanciato al 100% soltanto negli Stati Uniti, mentre altrove trattasi di un Live Search mascherato con il nuovo brand. Molti utenti, tra i quali anche quelli italiani, potrebbero dunque formarsi un’idea deviata di Bing, senza avere la possibilità di assaporare appieno le novità che il “decisional engine” ha in serbo. Una piccola fondamentale differenza, infatti, distingue il Bing statunitense dal Bing accessibile negli altri paesi, e questa piccola differenza è tutta nella dicitura “beta”: il Bing americano è il Bing ufficiale, mentre la beta basata su Live Search farà da ponte temporaneo”.
A quanto risulta a Webnews, i cui autori hanno avuto un colloquio con i rappresentanti italiani della Microsoft, il lancio di una versione stabile di Bing per il mercato italiano avverrrà “nella migliore delle ipotesi” nel corso del 2010.
Il 30 maggio scorso l’edizione internazionale di PC World ha dedicato un lungo e interessante articolo alla comparazione tra i tre maggiori motori di ricerca: Google, Yahoo! e Bing.
La curiosa “sfida” ha riguardato la comparazione di undici diverse qualità dei tre motori di ricerca: l’home page; i risultati della ricerca; la ricerca di un artista musicale; la ricerca di un biglietto aereo; la ricerca di un albergo; il raffinamento dei risultati della ricerca; la ricerca di video; lo shopping online; la ricerca “locale”; la ricerca di informazioni mediche; la ricerca di mappe.
E’ un ottima panoramica sul funzionamento dei tre motori, che mette in luce le peculiarità, i pregi e i limiti dei tre.
E’ da rilevare che nella sfida nessuno dei tre motori di ricerca prevale nettamente sugli altri: Bing prevale nelle aree della home page, della ricerca di un artista musicale, nella ricerca di un biglietto aereo, nella raffinazione dei risultati, nella ricerca video e nella ricerca locale; Yahoo nella ricerca di un albergo, nella ricerca di informazioni mediche, nello shopping online; Google nei risultati della ricerca e nella ricerca di mappe.
Stando a quanto pubblicato oggi in un articolo su Yahoo Finanza, il motore di ricerca di Sunnyvale spende mediamente 90.965 dollari americani al giorno su Google Adwords per pubblicare inserzioni pubblicitarie dirette ai propri domini. Per la precisione, Yahoo! ha pubblicato 102.742 annunci pubblicitari sui risultati di ricerca di Google durante lo scorso mese di aprile.
L’articolista di Yahoo Finanza definisce questa operazione “arbitraggio pubblicitario” (advertising arbitrage).
La media degli acquisti di inserzioni da parte di Yahoo su Google si piazza al quindicesimo posto della classifica, spesso nella seconda pagina dei risultati. Ciò significa, sempre secondo Carlsen, che Yahoo non sta pagando granché per i singoli click. L’idea che se ne deve trarre è che se un utente di Google clicca su un’inserzione di Yahoo e successivamente, dopo aver raggiunto i risultati dello Yahoo Shopping, clicca su un’ulteriore inserzione, quest’ultima deve essere necessariamente assai più remunerativa per il gestore.
E’ una pratica strana ma, a quanto pare, piuttosto comune. La maggioranza dei 100 maggiori inserzionisti di Google la praticherebbe.
Un lettore dell’articolo segnala che il margine di ricavo atteso si attesta intorno al 30%, oltre al ritorno di immagine e popolarità per il marchio acquirente (Yahoo, in questo caso).